Omicidio stradale: pene più severe, ma non è abbastanza

Omicidio stradale: pene più severe, ma non è abbastanza

La Consulta si pronuncia sulla legge che ha introdotto il reato di omicidio stradalePene più severe ma non ancora abbastanza, secondo il Primo Dirigente della Polizia Stradale. Vediamo insieme perché e cosa cambia.

LA SENTENZA DELLA CONSULTA SULL’OMICIDIO STRADALE.

La riforma del 2016 che ha introdotto il reato di omicidio stradale ha superato il vaglio di costituzionalità sul divieto di bilanciare aggravanti con attenuanti. 

Questo il parere espresso dalla Consulta in una recente sentenza. L’art. 222 del Codice della Strada, invece, è stato dichiarato illegittimo, con sommo disappunto di Santo Puccia, Primo Dirigente della Polizia Stradale.

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Questo articolo prevedeva l’automatica revoca della patente in tutti i casi di condanna per omicidio e lesioni stradali. La revoca automatica, quindi, è legittima solo nei casi di condanna per reati stradali commessi con l’aggravante dello stato di ebbrezza alcolica o di alterazione psicofisica per assunzione di sostanze stupefacenti.

Omicidio stradale, cosa prevede la legge

Il tema diventa ancor più attuale dopo che la scorsa settimana i dati della Polizia e dell’Arma dei Carabinieri, relativi al primo semestre del 2017, hanno denunciato più di un caso al giorno in Italia di incidente stradale con esito mortale. Cosa prevede dunque la legge per questo tipo di reato?

Il reato viene ‘graduato’ su tre varianti: nell’ipotesi base, quando cioè la morte sia stata causata violando il codice della strada, la pena va da 2 a 7 anni.

Ma la sanzione penale sale sensibilmente negli altri casi: chi uccide una persona guidando in stato di ebbrezza grave, con un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi per litro, o sotto effetto di droghe rischia da 8 a 12 anni di carcere.

E’ invece punito con la reclusione da 5 a 10 anni l’omicida il cui tasso alcolemico supera 0,8 g/l oppure abbia causato l’incidente per condotte di particolare pericolosità (eccesso di velocità, guida contromano, infrazioni ai semafori, sorpassi e inversioni a rischio). In via speculare, stretta anche per le lesioni stradali.

Ipotesi base invariata ma pene al rialzo se chi guida è ubriaco o drogato: da 3 a 5 anni per lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime.

Se comunque ha bevuto (soglia 0,8 g/l) o l’incidente è causato da manovre pericolose scatta la reclusione da un anno e 6 mesi a 3 anni per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per le gravissime.

L’ipotesi più grave di omicidio stradale (e di lesioni) si applica ai conducenti di mezzi pesanti, ai camionisti e agli autisti di autobus anche in presenza di un tasso alcolemico sopra gli 0,8 g/l. 

Se il conducente fugge dopo l’incidente scatta l’aumento di pena da un terzo a due terzi, e la pena non potrà comunque essere inferiore a 5 anni per l’omicidio e a 3 anni per le lesioni.

Altre aggravanti sono previste se vi è la morte o lesioni di più persone oppure se si è alla guida senza patente o senza assicurazione. E’ inoltre stabilito il divieto di equivalenza o prevalenza delle attenuanti su alcune specifiche circostanze aggravanti. 

La pena è invece diminuita fino alla metà quando l’incidente non è conseguenza esclusiva dell’azione del colpevole. In caso di condanna o patteggiamento (anche con la condizionale) per omicidio o lesioni stradali viene automaticamente revocata la patente.

Una nuova patente sarà conseguibile solo dopo 15 (omicidio) o 5 anni (lesioni). Tale termine è però aumentato nelle ipotesi più gravi: se ad esempio il conducente è fuggito dopo l’omicidio stradale, dovranno trascorrere almeno 30 anni dalla revoca.

Qualora la patente sia di un altro Stato anziché la revoca vi sarà l’inibizione alla guida in Italia per un periodo analogo.

Per il nuovo reato di omicidio stradale sono previsti il raddoppio dei termini di prescrizione e l’arresto obbligatorio in flagranza nel caso più grave (bevuta ‘pesante’ e droga).

Negli altri casi l’arresto è facoltativo, restando però espressamente escluso, limitatamente alle lesioni, se il conducente presta subito soccorso. Il pm, inoltre, potrà chiedere per una sola volta di prorogare le indagini preliminari.

Il giudice può ordinare anche d’ufficio il prelievo coattivo di campioni biologici per determinare il dna. Nei casi urgenti e se un ritardo può pregiudicare le indagini, il prelievo coattivo può essere disposto anche dal pm.

COSA CHIEDE LA POLIZIA STRADALE.

Puccia sostiene, dati alla mano, che la distrazione è la principale causa degli incidenti in Italia e che “la prima causa di distrazione è l’uso improprio di smartphone e altri dispositivi”.

Per questo motivo, il Primo Dirigente aveva richiesto una modifica normativa in tal senso, al fine di consentire il ritiro della patente già alla prima violazione.

Questa modifica risponderebbe “all’esigenza di essere più efficaci nel contrasto a questo pericolosissimo comportamento e sarebbe di grande aiuto dal punto di vista di prevenzione, per educare in maniera più efficace gli utenti della strada”.

Ad oggi, la patente viene sospesa soltanto in caso di recidiva. Questo, a parere di chi opera ogni giorno sulle strade per la nostra sicurezza, si è rivelato molto poco incisivo e non costituisce un efficace deterrente.

COSA PREVEDE LA LEGGE 41/2016 SULL’OMICIDIO STRADALE.

In questo link trovate il testo della norma, che prevede le seguenti 3 fattispecie in materia di omicidio colposo stradale.

In generale, l’articolo 589-bis punisce chiunque cagiona, per colpa, la morte di una persona a seguito della violazione delle norme che disciplinano la circolazione stradale, come meglio riportato nel seguente schema:

Reati stradali Sanzioni penali
Violazioni generiche del Codice della Strada da 2 a   7 anni
Tasso alcolico tra 0,8 e 1,5 g/lEccesso di velocità
Semaforo rossoCircolazione contromano
Inversione di marcia in prossimità di incroci,
curve o dossiSorpasso con linea continua
  da 5 a 10 anni 
Tasso alcolico > 1,5 g/lAssunzione di sostanze stupefacenti da 8 a 12 anni

Puccia è stato convocato in audizione alla commissione Trasporti della Camera. In tale occasione, ha invocato un’ulteriore modifica al Codice. L’esponente della Polstrada suggerisce “la possibilità di perseguire chi è stato trovato positivo, ma non in stato di alterazione oltre i limiti, in modo da sottoporlo a verifica da parte delle commissioni competenti”, al fine di contrastare più efficacemente l’abuso di sostanze alcoliche e/o stupefacenti alla guida.

I dati purtroppo parlano chiaro e fanno emergere un nuovo aumento di incidenti stradali gravi e mortali, dovuti proprio alla distrazione. E’ quindi auspicabile, a nostro avviso, l’adozione di sanzioni più incisive ed esemplari. Vedremo se il dialogo andrà avanti e vi terremo aggiornati su ogni novità.

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