Incidenti e danni in condominio.

Incidenti e danni in condominio.

10 Luglio 2019 0 Di QRS360

Di chi è la responsabilità e chi risarcisce?

Risultati immagini per infortuni in condominio

Del danno derivato ai condomini o a terzi da parti comuni dell’edificio risponde il condominio, in quanto custode del fabbricato. Ma non sempre il risarcimento è così automatico.

Il condominio è sempre responsabile per i danni subìti all’interno dei locali condominiali (anche da parte di terzi non proprietari), salvo ciò sia avvenuto per “caso fortuito”. Non tutti i giudici, però, sono concordi nel definire cosa debba intendersi per “caso fortuito” ossia quel danno che non si poteva evitare. Ecco quindi una rassegna di casi per potersi orientare e comprendere quando sia possibile chiedere il risarcimento all’amministratore o meno.

In ogni caso, il danneggiato deve riuscire a provare che il danno si è verificato all’interno del locale condominiale [1], a causa di un bene appartenente al condominio (una rampa di scale, un ferro arrugginito, ma anche delle chiazze di olio sulle scale, un gradino pericolante, ecc.).

Inoltre, il danneggiato deve dimostrare che ha prestato una adeguata diligenza nel caso di specie: se, per esempio, questi non si sia accordo ti una fossa particolarmente ampia, in pieno giorno, perché era completamente distratto, allora può richiedere alcun risarcimento a causa della propria sbadataggine.

http://www.qrservice360.eu/marchiediliziacasa/

Pavimento scivoloso, gradini e tappeti

Risultati immagini per pavimento scivoloso in condominio

Vi è responsabilità del condominio, per esempio, se la caduta avviene lungo la rampa condominiale di accesso all’autorimessa, a causa della presenza di una macchia di olio non visibile.  [2]

Il Tribunale di Nocera Inferiore [3], occupandosi di una fattispecie simile, ha invece escluso la responsabilità del condominio poiché la caduta, avvenuta sui gradini d’ingresso, era stata provocata da materiale scivoloso abbandonato sul posto da terzi: in tal caso, il giudice ha ritenuto che tale eventualità – proprio perché non prevedibile e non immediatamente eliminabile dal condominio – rientrasse nel “caso fortuito”. Pertanto ha negato il risarcimento al danneggiato.

La Suprema Corte [4] ha respinto anche il ricorso presentato da una signora che chiedeva il risarcimento per la caduta nell’atrio dell’edificio reso scivoloso dalla cera applicata dal custode dello stabile, frammista all’acqua piovana trasportata dal passaggio degli inquilini. Secondo i giudici, infatti, la vittima avrebbe ben potuto verificare, in condizioni di normale visibilità, che il pavimento appariva scivoloso; dunque non era stata prestata la normale diligenza e la dovuta attenzione alla situazione di anomala dei luoghi.

È stato ritenuto responsabile il condominio per la caduta provocata dall’errata posa in opera del tappeto-moquette situato nell’atrio (parte pelosa rivolta verso il pavimento e parte gommosa rivolta verso l’alto [5] o dal sollevamento di un suo lembo scollato [6]. Lo stesso dicasi se la caduta è provocata  da un gradino rotto e sconnesso [7].

http://www.qrservice360.eu/marchiediliziacasa/

Tegole e tetto

Risultati immagini per rottura delle tegole del condominio

Della caduta della classica tegola, dovuta a cattiva manutenzione del tetto, risponde sempre il condominio [8]. Nel caso di vizio di costruzione, se non sono passati dieci anni dalla consegna dello stabile da parte del costruttore, il condominio può rivalersi nei confronti del costruttore medesimo [9].

Corrimano

Il Tribunale di Milano [10] ha condannato il condominio a risarcire il danno a un tale caduto lungo la scala di accesso al cortile su cui non vi era il corrimano.

Luoghi pericolosi

Risultati immagini per luoghi pericolosi in condominio

Il Tribunale di Terni [11] ha escluso la responsabilità del condominio nel caso di una persona che, abbandonando il normale tragitto, aveva scelto un percorso diverso tra fioriere e gradini, subendo gravi danni per una caduta favorita anche dalla scarsa visibilità.

Danni ai proprietari degli appartamenti

A differenza dei terzi estranei, che si recano saltuariamente o per la prima volta nell’edificio, i condomini conoscono bene lo stato dei luoghi; di conseguenza, se a causa di un guasto all’impianto d’illuminazione uno di essi cade per le scale, fidandosi della conoscenza del percorso o omettendo di procedere con la dovuta attenzione, non può richiedere il risarcimento del danno [12].

A riguardo la Corte di Cassazione [13] ha respinto la domanda risarcitoria di un condomino caduto per le scale a causa dell’acqua piovana entrata da una finestra che tutti sapevano essere difettosa, trattandosi di evento che il danneggiato poteva prevedere.

http://www.qrservice360.eu/marchiediliziacasa/

Infortunio in itinere

Il TAR del Lazio [14] non ha considerato infortunio in itinere la caduta di chi scende le scale di casa per recarsi al lavoro.

Caso fortuito

Sono stati considerati conseguenza del “caso fortuito”, con esonero, quindi, della responsabilità del condominio, i seguenti eventi:

  • – la rottura di un collettore condominiale in seguito a un temporale di violenza tale da non poter essere previsto usando la normale diligenza [15];
  • – l’allagamento di un appartamento dovuto a una pioggia di eccezionale intensità, con il condominio che aveva provato di aver provveduto scrupolosamente alla manutenzione del sistema di smaltimento delle acque [16].

Il Giudice di Pace di Napoli [17], invece, ha ritenuto il condominio responsabile del danno occorso al veicolo di un condomino in seguito alla caduta di un’inferriata, di una colonna in pietra, di calcinacci e di una pianta nel corso di un temporale con vento molto forte; il condominio, infatti, non aveva provato di aver adottato le misure atte ad evitare possibili danni.

Lastrico solare di uso esclusivo

Dei danni derivanti dal lastrico solare di uso esclusivo ne rispondono tutti i condomini, nella seguente proporzione: un terzo a carico del proprietario esclusivo del lastrico ed i restanti due terzi a carico dei proprietari delle unità immobiliari cui il lastrico serve da copertura [18]. Se però il danno è dovuto a fatto e colpa di chi ha l’uso esclusivo del lastrico, sarà soltanto questi a doverlo risarcire.

Locazione

Nonostante abbia dato l’appartamento in locazione, il locatore resta responsabile per i danni arrecati a terzi dalle strutture murarie e degli impianti in esse conglobati (come cornicioni e tetti). Egli però si può poi rivalersi poi nei confronti del conduttore che non lo abbia avvisato della situazione di pericolo.

Invece, per quanto riguarda le altre parti comuni e agli accessori del bene locato (come i servizi dell’appartamento o le piante di un giardino), nei cui confronti il conduttore acquista una materiale disponibilità che gli consente (e lo obbliga anche) a intervenire per evitare pregiudizi agli altri, la responsabilità verso i terzi grava solo sul conduttore stesso [19].

Quanto ai danni causati al conduttore dalle cose comuni, ne risponde il condominio, in quanto custode delle parti e dei servizi comuni.

Il Tribunale di Aosta [20] ha escluso la responsabilità del padrone di casa, che aveva affittato l’appartamento, nei confronti del conduttore scivolato sulla pavimentazione del cortile condominiale per la neve.

Ripartizione del risarcimento del danno tra i condomini

Quando è responsabile il condominio, il risarcimento del danno pagato a terzi o a condomini deve essere ripartito fra i condomini medesimi sulla base dei millesimi.

I condomini rispondono in solido insieme al condominio. Ciò significa che il danneggiato può rivolgersi, per il risarcimento, indifferentemente all’uno o all’altro condomino. Chi ha pagato per tutti può a sua volta agire nei confronti dei colleghi per il rimborso della quota da ciascuno dovuta in base ai millesimi di proprietà [21].

Se il fabbricato è coperto da assicurazione, il risarcimento riguarderà soltanto la quota di danno eventualmente non coperta dal massimale per il quale è stato stipulato il contratto.

Prescrizione

L’azione per ottenere il risarcimento del danno dal condominio va proposta entro cinque anni dal giorno in cui il fatto si è verificato (altrimenti si prescrive).

note

[1] Cosiddetto “rapporto di causalità”.

[2] Cass. sent. n. 20317 del 20.10.2005.

[3] Trib. Nocera Inf. sent. n.15 dell’8.01.2003.

[4] Cass. sent. n.16607 del 19.06.2008.

[5] Trib. Milano sent. del 21.03.1991.

[6] Cass. sent. n. 3971 del 9.06.1983.

[7] Trib. Monza sent. del 2.10.2007.

[8] Cass. sent. del 6.05.1983.

[9] Cass. sent. n. 23308 del 8.11.2007.

[10] Trib. Milano, sent. n. 10587 del 30.09.2005.

[11] Trib. Terni, sent. del 12.08.1997.

[12] Trib. Roma sent. del 16.09.1995.

[13] Cass. sent. n.11592 del 13.05.2010.

[14] TAR Lazio, sent. n. 2695 del 13.04.2005.

[15] Trib. Verona sent. del 28.03.1973.

[16] Cass. sent. n. 10720 del 16.05.2011.

[17] GdP di Napoli, sent. del 24/7/1996.

[18] Cass. sent. n. 5848 del 13.03.2007.

[19] Cass. sent. n. 1948 del 10.02.2003.

[20] Trib. Aosta sent. n. 79 del 16.02.2010.

[21] Cass. sent. n. 6405 del 25.06.1990.